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Contrada Cangiani


 

E’ stata la posizione geografica ad aver sollecitata la fantasia degli abitanti il nome “cangiani” alla piccola contrada all’ estrema periferia di  Boscoreale o forse deriva dal cognome di un’ antica famiglia di proprietari terrieri? Comunque la storia di cangiani è  legata alla costruzione di un canale destinato a condurre le acque dalla foce del Sarno a Torre Annunziata. Realizzatore dell’ opera fu il Conte di Sarno da cui frese il nome con cui ancora oggi si ricorda.

Elemento importante, come già accennato era la posizione geografica: infatti Cangiani, secondo alcuni, rappresentava il punto culminante della salita che partiva da Torre Annunziata e l’ inizio della pianura verso l’agro. Vetturali e carrettieri con i loro carri, che erano il mezzo di trasporto di quei tempi, avevano una necessità di cambiare cavalli e di abbeverarli e Cangiani rappresentava quasi una tappa obbligata. Una tradizione orale vuole che nel dialetto locale il cambio si diceva “cangio” dal francesismo change da cui per estensione o cangiamient. Il posto dove si effettuava il cambio si chiamava u cangian da cui “Cangiani”, oppure “Ponte ò cose”, l’ antico Ponte Cammaruozzo. Ma in realtà risulta invece che il toponimo Cangiani deriva da una nobile famiglia (vedi a ad esempio a Napoli la località Cappella Cangiani), che possedeva masseria nel primo Ottocento nei pressi del Reggio Canale Sarno vicino al cosiddetto Ponte Mastrillo; tale famiglia si denominava Cangiano.

La chiesa intitolata alla Madonna del Carmine che si trova attualmente a Cangiani è stata costruita nel 1930 con le offerte dei fedeli della zona e di numerosi pellegrini provenienti dalle zone vicine per onorare la memoria della giovane contadinella Carmela D’Auria, che trasferitasi con la famiglia da S. Antonio Abate a Boscoreale, in contrada Marchesa, subito si prodigò in opere di carità, di apostolato di fede e di virtù. Si distinse per lo spirito di sacrificio, per la bontà e per la pietà cristiana. Di ritorno da un pellegrinaggio al santuario di Materdomini di Nocera Superiore, fatto a piedi, si ammalò gravemente e morì in concetto di santità il 28 agosto 1908 all’età di 23 anni. La giovane in quel pellegrinaggio aveva chiesto alla Madonna la grazia di “ben morire presto se fosse stata degna per il cielo”. Ogni anno il 16 luglio, nella contrada viene celebrata la festa in onore della Madonna del Carmine e nella ricorrenza viene ricordata anche la giovane Carmela.

 


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