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Art.13 Codice disciplinare

  pubblicata il 30/04/2018

Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni, in relazionealla gravità della mancanza ed in conformitàdi quanto previsto dall'art. 55 deld.lgs.n.165 del 2001 e successive modificazioni e integrazioni, il tipo e l'entità di ciascunadelle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali:
a) intenzionalità del comportamento,grado di negligenza, imprudenza o imperiziadimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
b) rilevanza degli obblighi violati;
c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
d) grado di danno o di pericolo causato all'azienda o ente, agli utenti o a terziovvero al disservizio determinatosi;
e) sussistenza di circostanze aggravantio attenuanti, con particolare riguardo alcomportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell'ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;
f) al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra di loro.
2. La recidiva nelle mancanze previste, rispettivamente, ai commi 4, 5 e 6, giàsanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità traq uelle previste nell'ambito dei medesimi commi.
3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione odomissione o con più azioni od omissioni traloro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.
4. La sanzione disciplinare dalminimo del rimprovero verbale o scritto al massimo dellamulta di importo pari a quattro ore della retribuzione dicui all'art. 37,comma 2 lett. c)del CCNL stipulato il 20 settembre 2001 siapplica, graduando l'entitàdelle sanzioni in relazione ai criteri dicui al comma 1, per:
a) inosservanza delle disposizioni diservizio, anche in tema di assenze permalattia, nonché dell'orario di lavoro;
b) condotta, nell'ambiente di lavoro, non conforme a principi di correttezza versosuperiori o altri dipendenti o neiconfronti degli utenti o terzi;
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c) negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei benimobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità,
debba espletare attività di custodia o vigilanza;
d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e disicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o disservizio;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'azienda o ente, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 6 della legge n.
300 del 1970;
f) insufficiente rendimento nell'assolvimentodei compiti assegnati rispetto ai carichidi lavoro;
g) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo
all'azienda o ente, agli utenti o terzi. L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell'azienda o ente edestinato ad attività sociali a favore dei dipendenti.
5. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione dellaretribuzione fino a un massimo di dieci giorni si applica, graduandol'entità della
sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
a) recidiva nelle mancanze previstedal comma 4, che abbiano comportatol'applicazione del massimo della multa;
b) particolare gravità delle mancanze previste al comma 4;
c) assenza ingiustificata dal servizio finoa 10 giorni o arbitrario abbandono dellostesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinatain relazione alla durata
dell'assenza o dell'abbandono del servizio,al disservizio determinatosi, allagravità della violazione dei doveri deldipendente, agli eventuali danni causati all'azienda o ente, agli utenti o terzi;
d) ingiustificato ritardo, non superiore a10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata;
e) svolgimento di attività che ritardino il recupero psico-fisico durante lo stato dimalattia o di infortunio;
f) testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa,fatta salva la tutela del segreto professionale nei casi e nei limiti previsti dalla
vigente normativa;
g) comportamenti minacciosi,gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori neiconfronti di utenti, altri dipendenti o terzi;
h) alterchi negli ambienti di lavoro con utenti, dipendenti o terzi;
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i) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'azienda o ente, salvo che sianoespressione della libertà di pensiero, aisensi dell'art. 1 della legge 300 del 1970;
l) atti, comportamenti o molestie, anche dicarattere sessuale, lesivi della dignitàdella persona;
6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione dellaretribuzione da undici giorni fino ad unmassimo di sei mesi si applica per:
a) recidiva nel biennio delle mancanzepreviste nel comma 5 quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quand
o le mancanze previste allostesso comma presentino caratteri di particolare gravità;
b) assenza ingiustificata dal servizio oltre dieci giorni e fino a quindici giorni;
c) occultamento di fatti e circostanze relativi ad illecitouso, manomissione,distrazione di somme o beni di spettanza o di pertinenza dell'azienda o ente o ad
essa affidati, quando, in relazione alla posizione rivestita, il lavoratore abbia unobbligo di vigilanza o di controllo;
d) insufficiente persistente scarso rendimento dovuto a comportamento negligente;
e) esercizio, attraverso sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili edenigratori, di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei
confronti di un altro dipendente al finedi procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
f) atti, comportamenti o molestie, anche dicarattere sessuale, di particolare gravità che siano lesivi delladignità della persona.
g) fatti e comportamenti tesi all’elusione dei sistemi di rilevamento elettronici dellapresenza e dell’orario o manomissione dei fogli di presenza o delle risultanze
anche cartacee degli stessi. Tale sanzionesi applica anche nei confronti di chiavalli, aiuti o permetta tali atti o comportamenti;
h) alterchi di particolare gravità con viedi fatto negli ambienti di lavoro con utenti,
dipendenti o terzi;
i) violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nellelettere precedenti, da cui sia comunquederivato grave danno all’Azienda o Enti,
agli utenti o terzi.
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privatodella retribuzione fino aldecimo giorno mentre, a decorrere dall'undicesimo, viene corrisposta allo stesso una indennità pari al50% della retribuzioneindicata all'art. 37,comma 2, lettera b) del CCNL integrativo del 20 settembre 2001 nonché gli assegni delnucleo familiare ove spettanti. Il periodo di sospensione non è, in ogni caso,computabile ai fini dell'anzianità di servizio.
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7. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per:
a) recidiva plurima, almeno tre volte nell'anno, in una delle mancanze previste ai commi 5 e 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una
mancanza che abbia comportato l'applicazione della sanzione massima di seimesi di sospensione dal servizio e dallaretribuzione, salvo quanto previsto al
comma 8, lett. a);
b) recidiva nell'infrazione dicui al comma 6, lettera c);
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'azienda o ente per riconosciutee motivate esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure di cui all'art.
18 del CCNL 20 settembre 2001, commi 2 e 3 lett. c), in relazione alla tipologia di
mobilità attivata;
d) mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall'azienda o ente quandol'assenza arbitraria ed ingiustificatasi sia protratta per un periodo superiore a
quindici giorni. Qualora il dipendente riprenda servizio si applica la sanzione dicui al comma 6;
e) continuità, nel biennio,dei comportamenti attestanti il perdurare di una situazionedi insufficiente scarso rendimento dovuta a comportamento negligente ovvero
per qualsiasi fatto grave che dimostrila piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
f) recidiva nel biennio, anche nei confronti di personadiversa, di sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza
morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un collega al fine diprocurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura diescluderlo dal contesto
lavorativo;
g) recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
h) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso in servizio o fuori dal servizio ma non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta
la prosecuzione per la sua specifica gravità.
8. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:
a) terza recidiva nel biennio di minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni versoil pubblico o altri dipendenti, alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
b) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne
consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
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c) accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documentifalsi e, comunque, con mezzi fraudolenti ovvero che la sottoscrizione del
contratto individuale di lavoro sia avvenuta a seguito di presentazione didocumenti falsi;
d) commissione in genere - anche nei confrontidi terzi - di fatti o atti anche dolosi,che, costituendo o meno illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non
consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
e) condanna passata in giudicato:
1. per i delitti indicati nell'art. 15, comma
1, lettere a), b) limitatamente all'art. 316
del codice penale, c) ed e) e comma 4 septies della legge 19 marzo 1990 n. 55 e
successive modificazioni;
2. quando alla condanna consegua comunque l'interdizione perpetua dai pubblicuffici;
3. per i delitti previsti dall'art. 3,
comma 1 della legge 27 marzo 2001, n. 97.
f) l’ipotesi in cui ildipendente venga arrestato perché colto in flagranza, commettere reati di peculato o con ussione o corruzione e l’arresto siaconvalidato dal giudice perle indagini preliminari.
9. Le mancanze non espressamente richiamate nei commi da 6 a 8 sono comunquesanzionate secondo i criteri previsti nei commida 1 a 3, facendosi riferimento ai principida essi desumibili quanto all'individuaziondei fatti sanzionabili, agli obblighi deilavoratori di cui all'art. 28 del CCNL 1settembre 1995 come modificato dal presente CCNL, nonchè al tipo e alla misura delle sanzioni.
10. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massimapubblicità mediante affissione in ogni posto dilavoro in luogo accessibile a tutti i
dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassati va e non può essere sostituita con altre.
11. L'art. 30 del CCNL 1 settembre 1995 è disapplicato con decorrenza dall'entrata invigore del presente contratto.

 

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