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Contrada Passanti Parrelle


Risalgono al 1600 le prime notizie storiche su Passanti e, più tardi, nel 1794 sulle carte topografiche di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, geografo al servizio del Re Borbone, troviamo citati "li Passanti" e "Parrella".
"Li Passanti" era un luogo di transito obbligato per i viaggiatori "passanti" appunto, che collegava l'area nolana con il versante meridionale del Vesuvio. A circa un Km a sud di Passanti si trova un luogo ancora oggi denominato "Pizzo Bello" per l'amenità delle colture.
Passanti non era solo un luogo di passaggio tra Boscoreale, Scafati e il nolano, bensì era anche la via attraverso cui passavano continuamente i carri che trasportavano cereali e altri prodotti della terra diretti a Castellammare di Stabia, a Torre Annunziata e a Scafati e quelli provenienti dall'entroterra. A testimonianza di ciò, a tutt'oggi, vi è la "Taverna dei Passanti" che risale al 1600 che oltre ad offrire ristoro ai viaggiatori fungeva anche da stazione di posta per il cambio dei cavalli delle corriere. Intorno vi era, da un lato, la vasta zona della riserva di caccia reale, un po’ più distante il Casino di Caccia dei Principi de' Medici di Ottajano, luogo frequentato dalla nobiltà napoletana e dal Re Carlo III di Borbone.Tutta la zona era denominata " Posta del Re " forse perché, successivamente, la costruzione divenne stazione di posta regia. Il restante territorio, punteg¬giato da poche case rurali, era tutto coltivato a viti e ortaggi. Lo studio della vita religiosa nel tenimento di Boscoreale ha fatto intendere chiaramente che la popolazione su di esso insediata visse dispersa e per piccoli gruppi raccolti entro le masserie e intorno ad alcune di queste. Al duplice tipo d’insediamento corrisposero la pre¬senza e la funzione di alcune cappelle e della chiesa parrocchiale.
Prima del 1750 nel centro abitato di Boscoreale vi erano solo due chiese, quella intitolata a S. Maria Salome e la cappella gentilizia degli Zurlo al Piscinale.Anche nelle contrade sorse¬ro cappelle dove i contadini si radunavano la domenica per ascoltare la parola di Dio. In particolare, ai Passanti, abbiamo la chiesetta intitolata a Santa Candida, cappella gentilizia dei Piccolomini: "la suddetta cappella, coperta a lamia e con pavimento d'astraco, aveva l'altare per la messa, che fa (ceva) celebrare il Tavernaro delli Passanti " (ASN., Notai del Settecento, vol. 223).
Nella contrada Parrella sorse la cappella, oggi sconsacrata, intitolata alla Madonna dell’'Assunta, di proprietà dei Principi Piccolomini, prima, poi dei Principi De Sangro e infine dei Calvanese, famiglia nobile e religiosa di Boscotrecase da cui nacque, nel 1830, il canonico Don Salvatore che fu rettore del Seminario di Napoli e maestro del filosofo Cardinale Giu¬seppe Prisco.La cappella, oggi in comune di Pompei, risale alla fine del 1600, vista la sua architettura di stile barocco. Nella contrada è la masseria Sanseverino dalle belle forme architettoniche tipiche delle masserie vesuviane.
Durante la seconda guerra mondiale Passanti divenne un grande centro di smistamento di uomini e mezzi militari degli Alleati poiché vicino al campo di aviazione americano di Terzigno in via Aquino (Masseria Camaldoli). Oggi non è più un centro rurale ma una zona densamente abitata con un'intensa attività commerciale. In particolare, in seguito al terremoto del 23 novembre 1980, che arrecò al patrimonio edilizio di Boscoreale danni notevoli, è nato un nuovo rione: il Piano Napoli. Per venire incontro ai senza tetto, il Commissario Straordinario di Governo per le zone terremotate, unitamente all'Amministrazione Comunale, con i finanziamenti della legge 219/81, fece costruire 239 alloggi di cui il 20% per i terremotati di Boscoreale e il restante per quelli di Napoli. La contrada è attrezzata con negozi, chioschi, campo di basket, parcheggi e scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.